martedì 10 maggio 2016

Recensione: "Due verticale" di Jeff Bartsch

Stanley Owens non ha amici, e a lui va benissimo così. E comunque non ha mai trovato nessuno che condividesse il suo amore sconfinato per i libri, i numeri e, soprattutto, per l’enigmistica: inventare cruciverba è il suo sogno, la sua ragione di vita. Un giorno, però, incontra Vera, una ragazza diversa dalle altre: diversa come lui. La loro sintonia è talmente profonda che Vera non si stupisce quando lui le propone di sposarlo (per finta) e di rivendere i (veri) regali di nozze, così da pagarsi un biglietto per la libertà. E accetta. Anche perché è davvero innamorata di Stanley. Ma lui non lo capisce e, dopo la cerimonia, la lascia andare.

La vita li separa, ma non c’è niente come la lontananza per far emergere la verità. Col tempo, Stanley si rende conto che la sua vita è piena di caselle bianche che possono essere riempite solo da Vera. Decide allora di riconquistarla, usando l'unico linguaggio che conosce: semina i suoi cruciverba d'indizi comprensibili soltanto a lei, sperando che, prima o poi e ovunque lei sia, la sua dichiarazione d’amore giunga a destinazione…






LA MIA RECENSIONE:


Con un sorriso e una lacrima, con eleganza e originalità, Due verticale ci rivela che è sempre possibile trovare la strada verso la felicità, se si è disposti a risolvere quell’affascinante enigma che è l’amore. E che non bisogna essere «solutori più che abili» per riuscirci, perché la chiave è alla portata di tutti: basta ascoltare la voce del cuore.

Dovete sapere che fin da piccolo i cruciverba mi hanno sempre appassionato e trovarmi davanti un libro del genere ha destato subito il mio interesse. La storia poi mi sembrava fresca, leggera, molto adatta a questo periodo di primo caldo a cavallo tra l'università e la spiaggia.

La storia comincia con i due protagonisti che si incontrano per la prima volta ad un campionato di ortografia, arrivando entrambi primi. Da questo momento in poi i due protagonisti cominciano a vedersi saltuariamente e la storia si divide prima per presentare la vita di Stanley, poi per presentare quella di Vera. Ci vengono descritti due adolescenti che vogliono realizzare i propri sogni, ma le cui ali vengono tappate dalle rispettive madri. Da qui l'idea folle di sposarsi "per finta", vendere i regali di nozze e pagarsi entrambi il biglietto per la proprio libertà, andando ognuno per la sua strada.
A Stanley però questa libertà non basta per riempire le caselle bianche della sua vita: c'è bisogno di Vera. Deciderà di provare a riconquistarla con un linguaggio comprensibile solo a lei: quello dei cruciverba.

Devo dire che sono partito con buone aspettative nei confronti di questo libro, ma  dal punto di vista della narrazione, Jeff Bartsch, procede in modo molto incostante, a volte diventando lentissimo e a volte facendo dei salti enormi. Questa cosa non l'ho amata per niente.  Per quanto riguarda la storia in se, non è riuscita a trasmettermi molto. Non so identificare un motivo ben preciso per cui sia avvenuto ciò, so soltanto che non sono riuscito ad immedesimarmi nei personaggi. Il libro scorre, per carità,  però mi sarei aspettato che il cuore battesse più forte anziché rallentare.










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